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Collagene

— Dr. Dauro Reale —

Introduzione

Data pubblicazione: 15/10/2019

Il collagene è chimicamente una proteina fibrosa che costituisce la componente principale della matrice extracellulare e dei tessuti connettivi del nostro corpo. Il nostro corpo in verità è composto da varie tipologie di collagene (I, III, IV), che nell'insieme svolgono un ruolo strutturale e di sostegno della cute e mantengono la compattezza e la tonicità di una pelle sana e giovane.

Quando la pelle invecchia lo spessore del derma si riduce e si disorganizza nelle sue componenti strutturali anche a causa di un disequilibrio che si viene a creare tra la quantità di collagene ed elastina che la cute produce e rimaneggia, e l'aumento del loro riassorbimento ad opera delle metalloproteinasi (enzimi ad azione proteolitica che "consumano" e frammentano il collagene). La cute perde pertanto le sue caratteristiche di tono ed elasticità e cominciano a formarsi le prime rughe.

Oggi collagene e peptidi precursori del collagene sono molto usati ad esempio nel campo dell'integrazione alimentare, e sono molecole spesso presenti nelle creme e nei trattamenti dermatologici.

Come filler, il collagene è usato ormai piuttosto poco. Prima dell'introduzione sul mercato dell'acido ialuronico, il collagene era sicuramente il filler più utilizzato, e nella categoria dei riassorbibili era praticamente l'unico esistente.

Il collagene è di derivazione animale e pertanto ha bisogno di un doppio test allergologico prima di poter essere impiantato.
Questo test consiste nell'iniettare nella cute sottile dell'avambraccio una piccola quantità di collagene, a formare un piccolo pomfo palpabile e visibile; dopo 15 gg la stessa procedura va ripetuta – possibilmente sull'altro avambraccio – e ad ulteriori 15 gg da quest'ultima seduta si valuta il risultato del test: se non si è sviluppato nessun fenomeno allergico visibile (rossore, bruciore, fastidio o pizzicore con prurito, indurimento del piccolo impianto etc) in nessuno dei due impianti vuol dire che si può procedere al trattamento con collagene delle zone prescelte del viso.

Bisogna comunque tenere presente che in qualunque momento della vita, anche chi è "abituato" alle iniezioni di collagene può sensibilizzarsi alla proteina e sviluppare un'allergia. In tal caso il collagene va definitivamente abbandonato.

Per ovviare a questo problema è stato introdotto sul mercato, come frutto della bioingegneria, del collagene umano estratto da donatori controllati, che non richiede test allergologico.

La maggior parte delle tipologie di collagene esistenti sul mercato necessita di conservazione in frigo, anche se sono state create delle varianti che non sono legate alla bassa temperatura per la loro conservazione.

Il collagene è un filler che però non si presta e mai si è prestato a grosse volumizzazioni o a riempimenti importanti del viso. Con la sua struttura densa e non igroscopica (cioè che non richiama acqua) si adatta bene al sollevamento dei solchi nasolabiali (vedi fig.1) (cioè di quei solchi che si formano verso i 35 anni, ai lati del naso e scendono fino alla parte esterna della bocca), soprattutto nelle loro fasi iniziali di formazione, o al riempimento delle rughe fini del viso della zona periorale (vedi fig.2) (cioè della cute attorno alle labbra) e perioculare (cioè della cute attorno agli occhi, le cosiddette zampe di gallina) (vedi fig.6) , e in questo ancor oggi può trovare la sua indicazione migliore.

Non è il filler ideale per l'aumento volumetrico degli zigomi o per l'evidenziazione dei profili ossei del volto (mento, mandibola e angolo mandibolare (vedi fig.3)), in quanto non avendo la capacità di richiamare acqua all'interno della sua molecola non ha la proprietà di donare volume all'impianto: la localizzazione profonda del prodotto è pertanto penalizzata moltissimo e andrebbe usato parecchio materiale per ottenere un effetto visibile di modellamento e scultura delle salienze del viso.

Oggi infatti per questi impieghi il collagene è stato ormai superato dall'utilizzo del ben più versatile acido ialuronico, che oltretutto, essendo prodotto per sintesi in laboratorio è considerato più sicuro, oltre a non necessitare di test allergologici.

È sempre importante per tutti questi trattamenti, a volte ingiustamente considerati banali, affidarsi ad uno specialista di fiducia.
Questo è importante perché il medico deve conoscere bene i fillers con cui intende trattare il vostro viso, deve saper scegliere quali siano i migliori per il vostro caso anche alla luce di quello che avete già fatto in passato e di quelli che sono i vostri obiettivi, e deve saper programmare un percorso per voi da seguire nel tempo.

È importante anche chiedere allo specialista quali siano i comportamenti da evitare e quali quelli da tenere nel post-trattamento per mantenere al meglio i risultati raggiunti e/o per evitare l'insorgenza di potenziali problemi collaterali.

Il vostro specialista può anche suggerirvi una supplementazione orale di vitamine, peptidi, oligoelementi e sali minerali, tutti elementi che possono essere utili nel mantenimento di uno stato di benessere generale della cute e dei tessuti.

Una buona regola per prevenire l'invecchiamento rimane quella di ricercare e mantenere un corretto stile di vita, svolgendo regolarmente qualche forma di sport ed eliminando fumo e i più importanti fattori esogeni di stress. L'invecchiamento della pelle è un fenomeno multifattoriale legato sia a fattori endogeni (ad esempio l'età, la predisposizione, la familiarità) che esogeni (sole, fumo, agenti inquinanti di diversa natura).

Fa parte di un buon risultato anche la sua durata nel tempo. Potete chiedere al vostro specialista un piano di mantenimento dei trattamenti, che vi permetta di programmare nei mesi a seguire una sorta di verifica obiettiva della vostra bellezza e naturalezza. Questo aspetto diventa importante quando vengono utilizzate diverse tipologie di fillers o prodotti, che hanno diversi tempi di riassorbimento tra loro o che necessitino di diversi tempi di applicazione per ottenere una migliore integrazione e stimolazione collagenica, ed in definitiva un risultato migliore.

Bocca: solco nasolabiale

Fig.1 - Solco nasolabiale

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Bocca: zona periorale

Fig.2 - Zona periorale

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Bocca: angolo mandibolare

Fig.3 - Angolo mandibolare

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Le metodiche e l'impianto

E' fondamentale partire da una diagnosi corretta del problema estetico da risolvere, anche perché le indicazioni all'utilizzo del collagene sono ormai piuttosto ridotte e non tutto ha senso che venga trattato con questo filler.
Lo specialista cui vi affidate deve essere informato nel modo più completo possibile sulle vostre condizioni cliniche di salute generale, nonché sui trattamenti che avete già effettuato. Più informazioni darete al medico, più questi saprà valutare l'idoneità o meno di un prodotto per voi.
In linea generale, e questo vale per qualunque tipo di trattamento medico generale, è controindicato procedere ad impiantare collagene in sede di infezioni o anche solo di infiammazioni della cute, in caso di allergie note o sospette alla molecola, in caso di malattie del sistema immunitario, malattie sistemiche settiche e non, in caso di herpes attivo.

Per iniettare il collagene si usano aghi estremamente sottili, con una tecnica iniettiva che può essere per via retrograda o a micro-ponfi. La scelta è legata sia alla sede di impianto dello stesso, sia in buona parte alle abitudini del professionista, che con la sua esperienza ha sicuramente messo a punto le strategie migliori per dare al paziente il massimo risultato col minore disagio possibile.
Il collagene è normalmente iniettato abbastanza in superficie, ossia nel derma superficiale o medio, o appena al di sotto della mucosa labiale.
Il trattamento è ambulatoriale, deve essere effettuato in ambiente ovviamente idoneo, e non è doloroso; il ritorno alla vita quotidiana è immediato.

Esistono diverse formulazioni di collagene, anche nel senso della concentrazione della molecola all'interno della fiala.
Non essendo, come già detto, il collagene un filler che venga iniettato in quantità importanti in quanto inadatto alla creazione di volumi, il minimo gonfiore che può essere presente immediatamente dopo il trattamento rimane estremamente localizzato. L'eritema lieve che può essere presente subito dopo l'iniezione sparisce nell'arco di poco.

Prima del trattamento, su pazienti molto sensibili o timorosi di provare dolore, il medico può prescrivere una crema anestetica da applicare almeno un'ora prima sulle aree interessate, anche se già il prodotto contiene spesso una lieve quantità di anestetico locale.

Come per tutti i fillers, eventuali reazioni avverse importanti sono da segnalare immediatamente allo specialista.

Col collagene bisogna sempre tenere presente la possibilità di una sensibilizzazione della cute, ossia lo sviluppo di un'allergia alla molecola. Questa si evidenzia con gonfiore importante, eritema cioè rossore, delle zone trattate e anche di quelle circostanti, dolore o pizzicore e sensazione di calore. Questo fenomeno va immediatamente segnalato al medico.

Gli obiettivi

Per quanto riguarda l'indicazione all'uso di un filler a base di collagene, questa si ritrova specificamente nel riempimento di rughe sottili e molto superficiali di certe aree del viso, come la zona delle guance, o del mento, la zona periorale o perioculare.
Per quanto riguarda le labbra, la naturale struttura densa del collagene può essere con beneficio utilizzata per il disegno del profilo delle labbra e per la definizione del cosiddetto arco di Cupido (vedi fig.4) del labbro superiore, oltreché per la evidenziazione del filtro labiale (vedi fig.5) (quei due graziosi rilievi che vanno da sotto il naso alla parte centrale del labbro superiore).
In questo senso può essere utile utilizzare un unico prodotto per il trattamento della zona delle labbra e dei tessuti circostanti, soprattutto nei visi anche segnati dalle antiestetiche rughette verticali presenti sulle labbra.

Il collagene può essere considerato oggi fondamentalmente come un filler di rifinitura.

Bocca: arco di cupido

Fig.4 - Bocca: Arco di cupido

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Bocca: filtri labiali

Fig.5 - Bocca: Filtri labiali

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Occhi:zampe di gallina

Fig.6 - Occhi: Zampe di gallina

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Le alternative terapeutiche

Considerato il campo d'azione in cui il collagene può ancora ragionevolmente trovare un'indicazione di utilizzo, le alternative terapeutiche sono rappresentate fondamentalmente da due classi di prodotti: i fillers riassorbibili (nello specifico l'acido jaluronico e l'acido polilattico in quanto biostimolatore cutaneo superficiale); nel terzo superiore del viso i neuromodulatori, che agiscono con modalità completamente differenti sull'espressione delle piccole rughe mimiche.

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