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Poliacrilamide

— Dr. Dauro Reale —

Introduzione

Data pubblicazione: 15/10/2019

Un'altra importante categoria di materiali parzialmente riassorbibili o semi permanenti è la poliacrilamide (poliacrilammide) o PMA.

Anche in questo caso una parte – peraltro una parte piccolissima - di prodotto non riassorbibile è iniettata nel corpo umano e, con un meccanismo completamente diverso dagli altri filler semipermanenti, produce i suoi effetti per lungo tempo, degradandosi con molta lentezza e quindi efficacia di risultato.

Il PMA è attualmente noto come Aquamid, in Italia dal 2000. 

Formacryl e Bio-Alcamyd sono state le versioni iniziali, che hanno aperto la strada all’utilizzo di questo genere di molecola, ma che da tempo sono sparite dal mercato per la grande quantità di effetti collaterali riportati e per la scarsa aderenza agli standard di sicurezza produttivi necessari.

Evolution e Outline sono state versioni più recenti, meno note al mercato italiano dal quale sono anch’esse scomparse abbastanza in fretta, sempre a causa della loro poca affidabilità in termini di sicurezza.

I gel di PMA sono sfruttati da molto tempo in campo medico ed ingegneristico, ad esempio per la realizzazione di lenti a contatto oculari, la purificazione dell’acqua, la conservazione dei farmaci, o come supporto nell’elettroforesi o nella cromatografia. Dai primi anni del 2000 sono stati commercializzati in Europa a scopo estetico per il riempimento dei tessuti molli del viso e non solo. I gel di PMA sono utilizzati con un certo successo nel trattamento delle gravi ipotrofie del viso e del corpo in pazienti HIV+ in terapia retrovirale.

La poliacrilamide (PMA) si presenta sotto forma di un gel trasparente. E' una molecola altamente idrofilica, quindi sostanza in grado di assorbire, reticolare e trattenere grandi quantità di acqua, formando appunto un gel. La caratteristica di questo idrogel è che l'acqua al suo interno vivrebbe in continuo scambio ionico con l'acqua esterna, e rappresenta peraltro la maggior parte del contenuto dell'impianto stesso (dal 96,5% al 97,5% del prodotto, a seconda del prodotto stesso).

Nel tempo, secondo i dati forniti dalle case produttrici, si assisterebbe ad una continua e lentissima degradazione del gel di PMA, che comporterebbe di conseguenza una sempre minor ritenzione di acqua, fino alla degradazione totale ed al riassorbimento completo dell'impianto. Questo fenomeno dovrebbe verificarsi nell'arco di non meno di una decina d'anni dall'impianto.

Quindi in questo caso il prodotto non è dato dall'insieme di una molecola permanente più una molecola a lento riassorbimento che funziona da veicolante e da stimolo collagenosico, bensì è un prodotto che vive in simbiosi costante con i tessuti nei quali è iniettata. Era stata denominata l"endoprotesi", quasi a ricordare alla mente la morbidezza e la stabilità di una protesi estetica.

Proprio per la lunghezza della permanenza della molecola all'interno del corpo, comunque, il PMA viene spesso indicato come permanente e non come filler a lento riassorbimento. In realtà, in letteratura i dati sulla durata effettiva del PMA sono controversi.

Negli anni successivi alla messa in commercio dei prodotti più noti, è nato un fitto mercato di prodotti minori sempre a base di PMA, su parte dei quali però non vi è mai stato un reale controllo sulle tecniche di produzione e studi scientifici che dimostrino l'effettiva composizione e sicurezza, in particolar modo sulle quantità e percentuali di residuo di monomero fisso che viene generato dai processi di fabbricazione della molecola, e che parrebbe produrre effetti tossici una volta liberato nel corpo umano.

Questo fenomeno commerciale ha sicuramente contribuito alla graduale limitazione di utilizzo anche delle molecole più pure ed importanti, assistendo clinicamente alla comparsa di complicanze difficili da gestire.

Per l'utilizzo di questi fillers è molto importante rivolgersi ad uno specialista di fiducia che sia esperto nella scelta e nell'utilizzo di questi materiali, che nel tempo si sono dimostrati incompatibili con tutti gli altri prodotti da impianto, anche riassorbibili.

Negli anni l'utilizzo di questa tipologia di fillers è andato molto diminuendo, a causa proprio dell'alta incidenza di complicanze. Classiche complicanze attendibili nel caso di utilizzo di gel di PMA sono: le migrazioni del prodotto, gli edemi localizzati o estesi del volto con arrossamento locale e/o febbre, palpabilità ed indurimento dei prodotti o la formazione di noduli infiammatori dolorosi, le infezioni e le ascessualizzazioni anche a distanza dal sito di impianto, e anche a distanza di anni, nonché i granulomi da corpo estraneo.

È noto dai numerosi studi scientifici pubblicati che questi prodotti possono dare in alcuni casi una risposta immunitaria di basso livello ma prolungata nel tempo che, benché da una parte contribuisca alla stabilizzazione del prodotto nei tessuti, sia anche foriera di alcune delle complicanze sopracitate. L'alterata condizione di immunoregolazione esistente nei pazienti HIV+ sembrerebbe invece essere proprio alla base della buona tollerabilità che questi prodotti hanno dimostrato nei loro confronti

Le metodiche e l'impianto

Come sempre, è fondamentale partire da una diagnosi corretta del problema da risolvere, soprattutto quando si parla di materiali semi-permanenti o permanenti.

In linea generale, è controindicato procedere ad impiantare PMA in sede di infezioni o di infiammazioni della cute, in caso di allergie note alla molecola, in caso di malattie del sistema immunitario, in presenza di malattie sistemiche settiche e non, in caso di herpes attivo.

Il gel di PMA non può essere iniettato nelle sedi in cui sia già presente un filler.

Nel caso di presenza di un filler riassorbibile, è necessario che esso sia completamente riassorbito prima di procedere all'utilizzo di PMA. In caso di presenza di altro filler semipermanente, l'impianto di gel di PMA è controindicato in modo assoluto.

La metodica per iniettare il gel di PMA è la tunnellizzazione, e l'impianto deve essere posizionato per via retrograda.

PMA deve essere iniettato nel derma profondo dei tessuti molli.

E' sconsigliata l'ipercorrezione in caso di utilizzo di gel di PMA.

Benché sia stato detto che è possibile procedere alla rimozione delle molecole, in caso di insoddisfazione estetica o di insorgenza di complicanze, di fatto questa rappresenta una manovra chirurgica, a volte anche complessa e non sempre eseguibile con successo. Gli impianti di PMA non sono considerabili rimovibili, e questo deve essere tenuto in grande considerazione sia dal medico che dal paziente.

Il trattamento con queste sostanze semipermanenti è ambulatoriale, non richiede ricovero. È molto importante che sia fatto da personale esperto nell'utilizzo di questi filler, e che sia eseguito rispettando tutte le rigorose regole dell'asepsi.

L'impianto può essere percepito come doloroso perché i prodotti non contengono anestetico locale. Su pazienti molto sensibili o timorosi di provare dolore, il medico può prescrivere una crema anestetica da applicare a cura del paziente almeno un'ora prima del trattamento sulle aree interessate.

Appena terminato è possibile generalmente tornare alle proprie attività occupazionali, evitando di utilizzare creme e trucchi per qualche ora. Il vostro specialista saprà darvi tutte le informazioni del caso.

L'eritema lieve che può essere presente subito dopo l'iniezione sparisce nell'arco di poco; il gonfiore è limitato, pur chiaramente dipendendo dal materiale effettivamente usato, dalle quantità impiantate e dalle localizzazioni. Chiaramente questo dipende anche dalla tecnica che viene utilizzata per l'impianto del filler e dalla mano di chi lo esegue.

Eventuali reazioni avverse più importanti, peraltro rarissime, sono da segnalare immediatamente allo specialista.

Gli obiettivi

Nel caso di utilizzo di gel di PMA, l'effetto che si vuole ottenere è quello di un riempimento e di una volumizzazione morbida dei tessuti.

L'utilizzo di molecole permanenti deve essere effettuato con perizia, cautela e lungimiranza: se è vero che non è necessario sottoporsi a sedute continue di ritocchi, è anche vero che l'invecchiamento e la fisiologica cedevolezza dei tessuti nel tempo sono elementi che devono essere tenuti in grande considerazione dal medico specialista, e che questi prodotti non hanno "antidoti" che possano rimediare agli errori.

Entrambe le molecole sono destinate ad un uso profondo nei tessuti molli, pena la loro percepibilità tattile e visiva e l'aumento del rischio di complicanze. Con l'utilizzo di PMA non si ha effetto di  produzione di neocollagene, e deve essere evitata l'ipercorrezione nell'impianto, soprattutto su impianti fini quali le labbra.

Tipicamente, le zone del viso trattate con PMA sono: gli zigomi, con impianto nel derma profondo, i solchi naso-labiali, il contorno mandibolare.

Per il trattamento delle labbra il gel di PMA viene usato per la volumizzazione del labbro, proprio grazie alla sua natura idrofilica e alla sua consistenza morbida ed elastica, purché iniettato in sede non troppo superficiale.

Il prodotto è sconsigliato per il trattamento delle rughe della zona periorale, per la zona perioculare e per il trattamento delle rughe fini in generale, ossia per le zone del viso con cute sottile e ad alta mobilità,

Sconsigliato l'uso anche per il trattamento della delicata zona del solco lacrimale (ossia della zona che va dall'angolo interno dell'occhio verso il basso al punto di intersezione con l'area zigomatica), della palpebra inferiore in generale e del dorso del naso, laddove la letteratura dimostra che è molto più facile vedere l'insorgenza di complicanze.

Le alternative terapeutiche

Le alternative terapeutiche sono rappresentate da tutte le altre sostanze disponibili in commercio (acido ialuronico, collagene, gel di agarosio, idrossiapatite di calcio), pur sapendo che nessuna di queste ha una durata paragonabile al PMA.

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